Quali sono i motivi per filtrare l'aria?
L’aria pulita è un presupposto fondamentale per la sicurezza sul lavoro, la stabilità dei processi e la disponibilità degli impianti. In molte applicazioni industriali e sensibili, operazioni quali la lavorazione, il taglio, la saldatura, la brasatura, la molatura o l’uso del laser generano emissioni che possono nuocere ai lavoratori, interferire con i processi e sporcare i macchinari. Tra queste figurano polveri, fumi, aerosol, vapori, gas e odori. È quindi fondamentale non solo filtrare l’aria, ma anche dove e come: il più vicino possibile al luogo di origine, in base al processo, al materiale e all’ambiente.
Perché la filtrazione dell’aria sul posto di lavoro è importante nell’industria e nelle applicazioni sensibili?
In molti processi, le sostanze nocive trasportate dall’aria raggiungono direttamente l’area di lavoro. Senza un adeguato sistema di captazione, possono diffondersi nell’ambiente e raggiungere la zona di respirazione dei lavoratori. A seconda della sostanza, della dimensione delle particelle, della concentrazione e della durata dell’esposizione, ciò può aumentare i rischi per la salute e, allo stesso tempo, inasprire i requisiti in materia di sicurezza sul lavoro, valutazione dei rischi e controllo dell’esposizione. La filtrazione dell’aria serve quindi non solo a proteggere i dipendenti, ma anche a garantire la stabilità dei processi, la pulizia dell’ambiente di lavoro e a evitare depositi negli impianti, nelle cabine di protezione e nei componenti tecnici.
Quali sostanze nocive si generano durante i processi di lavorazione laser, saldatura, brasatura, molatura o travaso?
Il tipo di emissioni dipende dal processo e dal materiale lavorato. Durante la saldatura si generano fumi e sostanze particellari, mentre nella lavorazione laser si formano tipicamente particelle molto fini e ultrafini, nonché, a seconda del materiale, anche prodotti di decomposizione gassosi. Durante la brasatura, oltre alle particelle, si formano anche componenti gassosi. Durante la molatura, la lavorazione a secco o il travaso possono essere rilasciate polveri inalabili e alveolari. Nelle applicazioni mediche sensibili si generano inoltre fumi o pennacchi. Questi possono contenere componenti chimici e biologici a seconda dell’applicazione. Pertanto, la scelta di una soluzione di filtraggio e aspirazione dovrebbe sempre avvenire in base al processo. Non esiste una soluzione generica per tutte le emissioni.
Perché la captazione alla fonte è solitamente più efficace della ventilazione generale?
Le sostanze nocive dovrebbero essere captate, per quanto possibile, nel punto in cui si generano. In questo modo non si diffondono nell’ambiente e raggiungono in misura significativamente minore la zona di respirazione. È proprio questo principio che le fonti specializzate e di sicurezza sul lavoro in Europa e negli Stati Uniti descrivono come misura centrale per la riduzione dell’esposizione. La captazione locale alla fonte è quindi più efficace in molte applicazioni rispetto a una ventilazione puramente generale dell’ambiente. Ciò vale soprattutto quando le emissioni si verificano in modo puntuale e continuo. Quanto più la captazione è vicina alla fonte, tanto meglio è possibile limitare la diffusione nell’ambiente di lavoro.
Perché la ventilazione generale o la purificazione dell’aria ambiente da sole spesso non sono sufficienti?
La ventilazione generale e le misure complementari relative all’aria ambiente possono essere utili. In molte applicazioni, tuttavia, sono solo un complemento e non sostituiscono la captazione alla fonte. Il motivo è semplice. Se una sostanza nociva viene diluita solo all’interno dell’ambiente, potrebbe essersi già diffusa nell’area di lavoro. Soprattutto nei processi ad alta intensità di emissioni, questa è una differenza fondamentale. La captazione locale interviene prima e riduce l’esposizione proprio dove si genera.
In che modo la filtrazione dell’aria protegge non solo i dipendenti, ma anche i processi e i macchinari?
L’aria di processo filtrata non solo alleggerisce il carico sui lavoratori, ma può anche contribuire a mantenere più pulite le aree di lavoro e a proteggere i componenti tecnici dai depositi. Meno polvere e fumo nell’ambiente spesso significano meno lavoro di pulizia. Anche le cabine, le superfici e i componenti sensibili possono essere protetti meglio in questo modo. Ciò è particolarmente rilevante negli impianti integrati, nella produzione elettronica e negli ambienti di produzione sensibili. In questi casi, la qualità dell’aria influisce spesso direttamente sulla stabilità, sulla pulizia e sulla manutenzione.
Quali sono i motivi per filtrare l’aria?
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La filtrazione dell'aria protegge
Le prime risposte dimostrano perché, per TBH, la filtrazione dell’aria non viene considerata isolatamente, ma tiene sempre conto delle persone, dell’ambiente e dei macchinari.
La filtrazione dell’aria
- aiuta a catturare efficacemente le emissioni alla fonte,
- a proteggere i lavoratori,
- a mantenere puliti gli ambienti di lavoro
- e a garantire la stabilità dei processi.
Quali sono i valori limite e le norme applicabili alla filtrazione dell’aria sul posto di lavoro?
La situazione giuridica concreta dipende dal Paese, dalla sostanza e dal processo. All’interno dell’UE, la direttiva 98/24/CE sugli agenti chimici e la direttiva 2004/37/CE sulle sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione costituiscono, tra l’altro, basi importanti. Esse vengono recepite a livello nazionale e integrate da disposizioni, linee guida e valori limite specifici per ogni paese.
In Italia, la gestione delle sostanze chimiche sul lavoro è disciplinata, tra l’altro, dal D.Lgs. 81/2008. L’INAIL sottolinea che le misure di protezione collettiva hanno la precedenza sui dispositivi di protezione individuale e che le misure di prevenzione e protezione devono essere finalizzate a limitare l’esposizione.
Quando è possibile il ricircolo dell’aria e quando l’aria di scarico è la soluzione migliore?
Non è possibile dare una risposta generale a questa domanda. La possibilità di reimmettere aria depurata nell’ambiente dipende sempre dall’applicazione concreta. Sono rilevanti, tra l’altro, le proprietà dei materiali, le possibili percentuali di gas, il potenziale di rischio e i requisiti vigenti a livello nazionale. Anche la dotazione di filtri, l’effettiva gestione del processo e le certificazioni richieste giocano un ruolo importante.
In alcune applicazioni il ricircolo è tecnicamente e normativamente possibile. In altri casi l’estrazione è la soluzione più sicura o quella prescritta. Pertanto, questa decisione non dovrebbe mai essere presa isolatamente. Sono sempre determinanti la valutazione dei rischi e le disposizioni nazionali vigenti.
Come trovare la soluzione di filtrazione e aspirazione adatta al proprio processo?
La soluzione adeguata non deriva solo da una classe di filtrazione. È determinante l’interazione tra applicazione, materiale, situazione di captazione e requisiti operativi. Domande importanti sono ad esempio:
- Quali emissioni si generano?
- Quanto sono fini le particelle?
- Sono presenti anche componenti gassosi?
- Quanto deve essere elevata la portata d’aria?
- Come si può integrare la soluzione nel processo esistente?
A ciò si aggiungono i requisiti relativi alla manutenzione, allo smaltimento, alla rumorosità e al luogo di installazione. Spesso è determinante anche la questione se un impianto debba essere mobile, integrato, modulare o adatto ad ambienti sensibili. Proprio in caso di requisiti mutevoli o in crescita, una struttura modulare è sensata. In questo modo la soluzione può essere meglio adattata al processo concreto e, se necessario, modificata.
Per quali applicazioni è particolarmente rilevante una filtrazione dell’aria a livello di processo?
La filtrazione dell’aria a livello di processo è particolarmente rilevante ovunque le emissioni si generino direttamente nel processo. Ciò include, ad esempio, fumi laser, fumi di saldatura, fumi di saldatura, polveri secche, processi di travaso, lavorazione delle materie plastiche e applicazioni in camere bianche e ambienti puliti.
Anche nelle applicazioni mediche o estetiche sensibili, la cattura nel punto di origine gioca un ruolo importante. In questi casi non si tratta solo dell’efficacia del filtro, ma anche della conduzione dell’aria, dell’integrazione e dell’idoneità per l’ambiente specifico.
In ambito medico si applica inoltre una chiara classificazione. Gli impianti TBH non vengono venduti come dispositivi medici, ma come accessori per l’aspirazione dell’aria direttamente durante il trattamento laser sul paziente, senza contatto con il paziente.
Perché la filtrazione dell’aria dovrebbe essere inclusa nella pianificazione del processo sin dalle prime fasi?
Quanto prima la filtrazione dell’aria viene inclusa nella pianificazione del processo, tanto meglio è possibile adattare la cattura, l’integrazione e l’efficacia all’applicazione. In questo modo è possibile pianificare in modo sensato e tempestivo la conduzione dell’aria, lo spazio di installazione, la copertura, la manutenzione, la sostituzione dei filtri, il rumore e le interfacce. Se l’aspirazione viene presa in considerazione solo alla fine, spesso deve adattarsi a condizioni già stabilite. Ciò rende difficile un’efficace acquisizione alla fonte e può complicare inutilmente la successiva integrazione.
La filtrazione dell’aria non è quindi solo una questione di sicurezza sul lavoro. È anche una questione di sicurezza dei processi e di progettazione tecnica.
Punto fondamentale
La filtrazione dell’aria è particolarmente efficace se viene pianificata sin dalle prime fasi, adattata al processo specifico e implementata il più vicino possibile al punto di origine. In questo modo contribuisce a proteggere i dipendenti, a mantenere puliti gli ambienti di lavoro e a supportare in modo affidabile i processi.
Trovate la soluzione più adatta al vostro processo.
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Fonti:
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BAuA – Istituto federale per la sicurezza e la salute sul lavoro (s.d.): TRGS 900 – Valori limite di esposizione sul posto di lavoro. Disponibile all’indirizzo: BAuA – TRGS 900 (PDF). Consultato il: 19.03.2026.
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EUR-Lex (2004): Direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione durante il lavoro. Versione consolidata. Disponibile all’indirizzo: EUR-Lex – Direttiva 2004/37/CE. Consultato il: 19.03.2026.
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INSST – Instituto Nacional de Seguridad y Salud en el Trabajo (s.d.): Controllo dell’esposizione agli agenti chimici. Disponibile all’indirizzo: INSST – Controllo dell’esposizione agli agenti chimici (PDF). Consultato il: 19/03/2026.
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OSHA – Occupational Safety and Health Administration (s.d.): Occupational Safety and Health Administration Technical Manual, Section III, Chapter 3: Ventilation Investigation. Disponibile all’indirizzo: OSHA – Technical Manual / Ventilation. Consultato il: 19.03.2026.
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Rijksoverheid / Arboportaal (s.d.): Sostanze pericolose. Disponibile all’indirizzo: Arboportaal – Sostanze pericolose. Consultato il: 19.03.2026.
Rijksoverheid / Arboportaal (s.d.): Misurazione dell’esposizione alle sostanze pericolose. Disponibile all’indirizzo: Arboportaal – Misurazione dell’esposizione. Consultato il: 19.03.2026.
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