Le polveri sottili sono minuscole, spesso invisibili e possono penetrare in profondità nelle vie respiratorie. I filtri per polveri sottili (ad es. HEPA H13/H14) rimuovono in modo affidabile dall’aria particelle ultrafini, polveri tossiche e aerosol. In questo modo proteggono i collaboratori, i processi e l’ambiente.
Polveri sottili: piccole, invisibili, pericolose
In molti processi industriali si formano particelle che sono difficilmente visibili, ma che vengono inalate. Più piccole sono le particelle, più in profondità possono penetrare nelle vie respiratorie. È proprio qui che entrano in gioco i filtri per polveri sottili: rimuovono le sostanze sospese (particelle e aerosol) dall’aria e contribuiscono in modo decisivo a rendere più pulita l’aria di processo e a migliorare la sicurezza sul lavoro.
Cosa sono esattamente i filtri per polveri sottili?
I filtri per polveri sottili (noti anche come filtri per particelle sospese) sono filtri dell’aria altamente efficienti che separano dall’aria particelle molto piccole. Particolarmente noti sono i filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air). Vengono utilizzati ovunque sia richiesta la massima filtrazione, ad esempio in caso di polveri sottili industriali, polveri tossiche o aerosol.
Classificazione: ISO 16890, EN 1822 – e cosa significa
Per chiarire quanto è efficace un filtro, esistono norme e classi. Nella pratica si incontrano principalmente:
1) ISO 16890 (dimensioni delle particelle nell’aria ambiente)
- ISO Coarse: capacità di ritenzione rispetto alla polvere ISO A2
- ISO PM10: particelle ≤ 10 µm
- ISO PM2,5: particelle ≤ 2,5 µm
- ISO PM1: particelle ≤ 1 µm
2) EN 1822-1:2009 (filtri per particelle sospese – EPA/HEPA/ULPA)
Questa norma suddivide i filtri ad alte prestazioni in:
- EPA (E10–E12)
- HEPA (H13–H14)
- ULPA (U15–U17)
Proprio i filtri HEPA H13/H14 garantiscono prestazioni di separazione molto elevate e vengono quindi utilizzati spesso in applicazioni particolarmente esigenti.
Come riescono i filtri HEPA a ottenere questa elevata efficienza di separazione?
I filtri per polveri sottili di alta qualità sono costituiti da una fitta rete di fibre (ad es. di cellulosa e materiali sintetici), spesso in molti strati. Valori tipici spesso citati per le applicazioni HEPA:
- > 1000 strati di materiale filtrante
- Grado di separazione > 99,9 % per particelle nell’intervallo 0,1–0,3 µm
- Solo una percentuale residua molto piccola passa attraverso il filtro
È importante notare che le prestazioni non dipendono solo dal materiale filtrante, ma anche dall’intero sistema (flusso d’aria, tenuta, manutenzione, intervalli di sostituzione).
L’errore più comune: sostituire i filtri troppo tardi
Per quanto efficienti siano i filtri per polveri sottili, sono comunque parti soggette a usura. Quando i filtri sono saturi, la portata d’aria diminuisce e l’igiene può risentirne. In determinati ambienti, una sostituzione troppo tardiva può inoltre aumentare il rischio che nei filtri contaminati si sviluppino contaminazioni microbiologiche indesiderate.
I moderni impianti di aspirazione funzionano quindi spesso con monitoraggio dei filtri / indicatori di allarme che segnalano tempestivamente quando è necessario sostituire il filtro (ad es. tramite indicatori di saturazione del filtro e livelli di preallarme).
I filtri per polveri sottili fanno parte di un concetto di protezione
Soprattutto nelle aree di lavoro con elevata presenza di polvere, i filtri sono solo uno dei componenti. Si è dimostrata efficace la combinazione di:
- Prevenzione della polvere
- (ove possibile)
- Cattura diretta alla fonte (aspirazione nei punti di emissione)
- Filtraggio efficiente (classi di filtri adeguate a seconda del rischio)
- Concetto di ventilazione (pianificazione razionale dell’aria di mandata/di scarico)
- Dispositivi di protezione individuale (come integrazione)
In questo modo si ottiene una protezione efficace per i dipendenti, i processi e l’ambiente.
In breve (per chi ha fretta)
- Le polveri sottili sono spesso invisibili, ma possono penetrare in profondità nei polmoni.
- HEPA H13/H14 filtra le particelle ultrafini in modo particolarmente efficiente.
- Le norme come ISO 16890 e EN 1822 aiutano nella classificazione.
- Sostituire regolarmente! Altrimenti le prestazioni diminuiscono e il rischio aumenta.
Conclusione: l’aria pulita non è un “nice-to-have”
I filtri per particolato sono uno strumento fondamentale per migliorare la qualità dell’aria nell’industria e quindi per la salute, la sicurezza dei processi e il funzionamento sostenibile.
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